Tour des Alpages in bici
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Tour des Alpages in bici

Tour des Alpages in bici

Una lunga passeggiata in bicicletta da fare in famiglia, alla scoperta della biodiversità che caratterizza l'ambiente di Torgnon.
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Bella e lunga passeggiata in bicicletta, da effettuare tra amici o in famiglia, alla scoperta dei numerosi alpeggi che sovrastano Torgnon. Visto il dislivello non troppo impegnativo è adatta alle biciclette muscolari e ovviamente alle e-bike.
Il percorso si sviluppa in piano per dei lunghi tratti, dapprima all'ombra dei larici che sovrastano il Vallone di Chavacour, e successivamente nella meravigliosa conca che ospita il piccolo tesoro naturalistico di Lodetor. Il primo giro di boa si effettua tra rocce mesozoiche del vecchio oceano perduto, marmi e gneiss del vecchio continente africano. Un luogo ricco di storia e di leggende, crocevia di mercanti che attraversavano il vallone al fine di raggiungere la Svizzera. Durante la salita, tra l'Alpe di Tellinod e l'Alpe Château, numerose marmotte e gruppi di stambecchi accompagneranno la vostra passeggiata.

Descrizione

Imboccare la poderale che inizia dalla parte opposta al parcheggio Les Montagnards. Si parte ripidi per una ventina di metri ma poi spiana. Si guadagna facilmente l'Alpe Chavannes e si continua sul tracciato a valle della grande Alpe Châtelard. 
Raggiunto il bivio per l'Alpe Brusoney, si prende a sinistra la ripida strada asfaltata, che dopo pochi metri torna a essere in terra battuta. Qui si continua facilmente in piano fino all'area Natura 2000 Lodetor. Passato il ponticello, la strada inizia a salire. Si tratta dell'unico vero dislivello da affrontare. La si segue fino quasi all'Alpe Tellinod, dove si svolta a sinistra. Un sali e scendi ci porta fino all'Alpe Petit-Chavacour e poi all'Alpe Château, che sovrasta i resti dell'antico Ospizio di Chavacour. La strada ha ripreso a salire, ma la salita, benché ripida, non dura molto.
La strada poderale continua in un lungo falso piano, e i boschi lasciano intravedere un panorama mozzafiato. Si prosegue per alcuni chilometri, il bosco è intervallato da pascoli. L'ultima Alpe che si incontra è quella di Tronchaney, poi, dopo un po', la poderale inizia a scendere fino all'Alpe Gorzà. Il primo ristoro dopo tutta l'escursione. 
Si prosegue sulla strada poderale che scende leggera appena al di sotto degli Alpeggi, si attraversano le piste. Attraversata l'ultima una ripida discesa di un 100 di metri ci mette alla prova; fare attenzione alla pendenza e al fondo sassoso.
Terminata, si prosegue in falso piano fino a quando non si incontra la poderale che sale da Col des Bornes.
Si svolta a sinistra e si raggiunge in discesa Plan Prorion, dove si svolta a sinistra sulla strada asfaltata e si raggiunge facilmente il punto di partenza. 

Partenza : Parcheggio seggiovia Chantorné
Arrivo : Parcheggio seggiovia Chantorné
23 I patrimoni da scoprire

vista panoramica Chantorné

Vista panoramica su Chantorné. Sulla sinistra il Bar Ristoro La Montanara, al centro il Risotrante des Troncs e a destra il ristorante Les Montagnards. Tutti e tre effettuano noleggio bike e e-bike.
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vista panoramica Alpe Prô Sec

Vista sull'Alpe Prô Sec, con in primo piano l'Alpe Tsanté-de-Guerra. In alto a destra l'Alpe Comianaz.
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vista sull'Alpe Tronchaney

I resti della vecchia Alpe Tronchaney.
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Alpe Courthod di Meiten

L'Alpe Courthod di Meiten e in basso a destra l'Alpe Courthod Desot. Sulla destra della foto, ai piedi dell'Alpe, appare la piccola zona umida.
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Larici

Piccoli larici in risveglio vicino all'Alpe Courthod Damon.
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Alpe Courthod Damon

Vista sull'Alpe Courthod Damon.
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Cappella di Fossemagne

"I pascoli alti, ovvero montagnes hanno bisogno della benedizione celeste"
È probabilmente per questa ragione che nel 1761, il notaio François-Jérôme Frutaz, fa edificare a sue spese all'interno dei suoi terreni, la Cappella di Fossemagne, intitolata a Notre-Dame d'Oropa. Da quel momento una messa è officiata tutti i 26 luglio, festa di Sant'Anna. 
Per essere sicuro che l'edificio potesse durare nei secoli a venire, cercò la partnership dei suoi vicini, tra cui François-Joseph Frutaz, la famiglia Gal e Jean Perrin, e tutti si ingaggiarono, attraverso atto pubblico, a mantenere e preservare per sempre la cappella. 

Come spesso accade, due leggende caratterizzano questa cappella. La prima, la più poetica, vuole che una bella donna vestita di bianco si aggirasse sul promontorio dove la cappella è stata edificata. 
I più pragmatici, invece, pensano che la vita dura dei pascoli e i flagelli e le epidemie che colpivano il bestiame, abbiano spinto il notaio a chiedere aiuto al divino. 

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vista panoramica su Fossemagne

Vista panoramica sulla Cappella di Fossemagne e sui pascoli dell'Alpe Tzante-de-Guerraz.
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Alpe Château

L'Alpe Château e la vista sull'Alpe Dzanzeve e sui Monti d'Ersaz e Saleron.
Secondo il Canonico Frutaz, una parte delle pietre utilizzate per la costruzione dell'alpeggio, datato 1780, sono state ricavate dalla demolizione del vicino Ospizio di Chavacour.
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tramonto all'Alpe Dzanzeve

Cala il sole, si accendono gli alpeggi all'Alpe Dzanzeve, alle pendici del Monte d'Ersaz.
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tracce di lupo al Petit Chavacour

Durante la passeggiata, soprattutto nel tratto tra Tellinod e l'Alpe Château, non è difficile imbattersi in marmotte e stambecchi. Ma sembra che anche il lupo sia interessato a queste zone.
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Alpe Château

L'Alpe Château, nascosta tra i larici, vista dall'altro versante. Dopo l'Alpe Petit Chavacour sarà il nostro prossimo alpeggio che attraverseremo.
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Alpe La Nouva de Tellinod

Appena si svolta sulla sinistra, seguendo l'itinerario 1 la strada inizia a spianare, e già dopo la prima curva, il panorama che ci presenta dinannzi e maestoso: il gneiss della punta Tsan si erge maestoso di fronte a noi.
La via più conosciuta è quella aperta da Guido Rey nel 1896.
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Alpe Tellinod

L'antica e la nuova Alpe di Tellinod, acquistata dal Comune e ricostruita. 
I resti del vecchio alpeggio ora sono abitati da numerose marmotte che non sembrano essere troppo intimidite dal passaggio dell'uomo. 
Il tardo pomeriggio è un momento incantato, i raggi di sole che colpiscono obliqui gli oggetti creano ombre lunghe, e le marmotte sembrano approffittare del loro tepore.  

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Alpe Comianaz

L'Alpe Comianaz vista dalla poderale che sale verso Gilliarey.
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Vista panoramica

L'Alpe Courthod Desot sovrastata dai resti dell'Alpe Courthod di Meiten.
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vista panoramica

L'antica Alpe Tronchaney.
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Flora del Lodetor

Nelle acque di Loditor si trova la più elevata presenza di Groenlandia densa delle Alpi. La lingua d’acqua è una pianta acquatica a foglie opposte che vive totalmente sommersa formando popolamenti più o meno densi. Molto evidente, specialmente nel periodo di fioritura (piena estate), è anche il Ranunculus peltatus, un ranuncolo acquatico a fiori bianchi con foglie galleggianti e radici ancorate al fondale. Sulle rive si rinviene il Salix petandra, o salice odoroso, alberello rarissimo in Valle d’Aosta, il cui nome deriva dal profumo caratteristico, dolce e legnoso, che si sprigiona schiacciando le foglie. L’Utricularia minor o erba vescica minore cresce in acque stagnanti calcaree. È una pianta carnivora caratterizzata da vescichette con una duplice funzione: agiscono sia da galleggianti che da minuscole trappole (sono dotate di una serie di piccole setole all’estremità e contengono aria. Quando le setole vengono toccate, ad esempio da un piccolo crostaceo, la trappola si apre e l’animale viene risucchiato). Nella zona paludosa sono state censite almeno 15 diverse specie di carici, fra cui emerge il non comune Carex limosa, il cui nome del genere (Carex) deriva dal greco ‘keìro’ (tagliare), per il margine fogliare tagliente mentre il nome specifico (limosa) si riferisce alla crescita su suoli fangosi. Lo sfagno è un muschio leggero e permeabile che forma densi cuscinetti capaci di assorbire acqua come spugne. Il bosco che circonda la conca paludosa è composto da Larice, una conifera tipica dell’ambiente montano caratterizzata da foglie aghiformi tenere riunite in ciuffetti che in autunno ingialliscono e cadono.
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Fauna del Lodetor

- La rana temporaria, detta comunemente rana rossa per la sua colorazione è diffusa da quote relativamente elevate. Gli adulti non sono strettamente legati all’acqua ma per la riproduzione raggiungono acqua a debole corrente o ferma, a scarsa profondità , dove depositano fino a 4000 uova in ammassi gelatinosi (ovature). La larva, il girino, si sviluppa completamente in ambiente acquatico. La metamorfosi si svolge attraverso diversi stadi di sviluppo fino all’individuo adulto che assume un aspetto completamente differente rispetto alla larva. In inverno l’adulto entra in ibernazione. A seconda di latitudine e altitudine il letargo può iniziare da agosto a novembre e dura fino a febbraio - giugno. Durante il letargo pare morto, nessun battito cardiaco, nessun respiro. Per sopravvivere produce grandi quantità di glucosio che riduce la temperatura di congelamento dei liquidi corporei. Ai primi segnali di disgelo si risveglia e inizia subito il periodo riproduttivo.
- Il germano reale, immancabile presenza negli stagni e laghi, è l’anatra selvatica più diffusa. Trascorre gran parte della giornata sull’acqua e si spinge sulla terraferma solo per la nidificazione o per riposare e curare il piumaggio che rende impermeabile spalmando con il becco una sostanza oleosa prodotta da una ghiandola situata sulla base della coda. Si segnala uno spiccato dimorfismo sessuale, con marcate differenze fra maschi e femmine, specialmente a livello di colorazione del piumaggio. Nel maschio spiccano testa e collo di un bel verde scuro – ma brillante – e un sottile collare bianco che sottolinea il contrasto con il nero del petto. La colorazione del capo si fa più vivida nel periodo degli accoppiamenti per attirare le femmine. La femmina, al contrario, è in prevalenza bruna, con una varietà di sfumature dal beige al marrone. Questa colorazione le garantisce un ottimale mimetismo nella vegetazione palustre, indispensabile per la cova delle uova e la cura della prole.
- Le libellule sono insetti appartenenti all’ordine degli Odonati legati all’acqua per il loro ciclo vitale. Gli adulti si riconoscono per il lungo addome formato da segmenti ben riconoscibili, per le due paia di ali fitte di venature, i grossi occhi e le antenne molto ridotte. Sono attive durante il giorno, soprattutto nelle ore centrali, e hanno un volo agile e veloce. Tutte le libellule sono predatrici, sia nella fase larvale che in quella adulta. La formidabile potenza di volo e la vista straordinaria fanno sì che le libellule siano cacciatori alati senza pari. Le prede vengono catturate all’agguato (la libellula avvista la preda da posata, le si avventa contro, la cattura con le zampe e ritorna al suo posatoio per consumarla) o in volo (attacca e divora le sue prede in volo e senza necessità di posarsi). L’accoppiamento è un momento affascinante al quale, con fortuna, si può assistere: il maschio compie movimenti ritualizzati per attirare la femmina, la afferra e la trattiene, quindi inarca l’addome, stimolando la femmina a fare lo stesso. Se la femmina si dimostra recettiva risponderà assumendo la tipica posizione a “cuore”.
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Alpe Tsanté de Guerra

I pascoli di fronte all'alpe Tsanté de Guerra. 
Si intravedono sulla sinistra in alto l'Alpe Courthod Desot e al centro l'Alpe Désert. 
Sullo sfondo il gruppo dello Tsan avvolto dalle nuvole e  il netto limitare delle ultime nevicate primaverili.
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Vista panoramica su Triatel

Vista panoramica sul villaggio di Triatel.
Il percorso, con leggeri sali e scendi, procede dolcemente nel bosco. Tenersi sempre sulla destra fino a incrociare la piccola strada asfaltata che sale; a quel punto imboccarla, la salita dura poco e riscoltare sulla destra in leggera discesa.

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vista panoramica Mont Avic

Spettacolare vista sul gruppo del Monte Avic, visto dai pascoli ai piedi dell'Alpe Châtelard.
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Alpe Chavannes

L'Alpe Chavannes, finalmente ristrutturata, è il primo alpeggio che si incontra dopo pochi minuti. Da qui si apre una meravigliosa vista su Torgnon e la Bassa Valle.
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Profilo altimetrico


Accesso stradale e parcheggi

Il parcheggio Les Montagnards si trova alla partenza della seggiovia Chantorné. Vi si accede tramite la strada comunale Chantorné, che parte dal centro di Mongnod e sale fino al comprensorio sciistico. É aperta da fine primavera fino a inizio autunno.

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